Supporto terapeutico nel paziente affetto da obesità

SUPPORTO TERAPEUTICO NEL PAZIENTE AFFETTO DA OBESITA'

SUPPORTO PSICOLOGICO NEL PAZIENTE AFFETTO DA OBESITA'

psico03Il ruolo dello psicoterapeuta nel trattamento dell’obesità può entrare in gioco in modo determinante in diverse fasi dell’intervento. Innanzitutto, è utile nel contrastare il diffuso atteggiamento iniziale di sfiducia del paziente, che oscilla tra le polarità opposte della convinzione da un lato che ogni trattamento sia inutile e dall’altro del bisogno di trovare una cura che miracolosamente e velocemente risolva il problema. Ecco perché il trattamento dell’obesità presenta non pochi ostacoli.

Serve innanzitutto convincere il paziente che l’obesità sia un disturbo reversibile e che dunque possa essere risolto, avendo identificato chiaramente quelle che possono essere le motivazioni psicologiche che spingono una persona a cercare conforto nel cibo (di solito una sorta di autoterapia ansiolitica che va a contrastare l’insorgenza di emozioni negative).

Gli aspetti psicologici sottesi all’obesità, che solitamente sono legati all’ansia, alla depressione, a disturbi ossessivo compulsivi e/o di personalità, vanno ad interferire con gli interventi medici atti a ridimensionare e risolvere il problema se non vengono correttamente identificati e gestiti.

Dunque lo psicoterapeuta può fornire un utile sostegno che se da un lato va a consolidare l’impegno del paziente nell’affrontare il problema, dall’altro va a spianare tutti quegli ostacoli che il paziente può incontrare durante, ad esempio, una dieta particolarmente rigida. Con un adeguato supporto psicologico non solo si rende più incisivo l’intervento strettamente medico ma si agisce anche in un senso preventivo rispetto a quelle ricadute che sono purtroppo molto frequenti.

Un colloquio iniziale per valutare la problematica nel suo insieme e un breve ciclo di colloqui durante la terapia possono garantire un buon successo e aiutare il paziente a gestire meglio la propria immagine corporea e quei bisogni inespressi che vengono proiettati e soddisfatti attraverso l’assunzione di cibo.